Servizi ai Privati e alle Imprese

Esistono svariate tipologie di imprese ma tutte hanno in comune la complessa rete burocratica e amministrativa, senza la quale non potrebbero funzionare in modo adeguato. L’azienda da sola non può riuscire a fare tutto e per questo si affida a professionisti capaci di supportarla in ogni suo aspetto. INTEL Solution è la chiave di volta, fornendo assistenza per tutti i servizi amministrativi e burocratici, mettendo al servizio di Imprese e Privati un’equipe di professionisti pronti a risolvere ogni problema.

Agenzia delle Entrate

Per presentare la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessione attività ai fini Iva delle persone fisiche (modelli AA9/12), dal 1° aprile 2010, i contribuenti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono avvalersi della Comunicazione Unica, anche nel caso in cui la dichiarazione anagrafica ai fini Iva sia l’unico adempimento da svolgere.

Il certificato di attribuzione del codice fiscale può essere richiesto sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche e per gli enti non commerciali come le associazioni, gli enti ecclesiastici e religiosi, le onlus e le fondazioni che sono privi di partita Iva ma dotati di codice fiscale.

Cos’è e quali dati contiene?

Nel caso delle persone giuridiche, il certificato di attribuzione codice fiscale contiene i seguenti dati relativi all’azienda:

  • codice fiscale impresa
  • denominazione impresa
  • natura giuridica (ditta, società di persone, società di capitali, etc.)
  • tipo di attività
  • indirizzo sede legale
  • codice ATECO
  • dati del titolare o legale rappresentante (cognome e nome, codice fiscale).

Per le persone fisiche, invece, riporta il codice fiscale alfanumerico della persona, il luogo e la data di nascita.

Il certificato di attribuzione partita iva è un documento che dimostra che a un’impresa o a una persona è stato assegnato il numero di partita iva. È rilasciato dall’Agenzia delle Entrate ed è utile sia in caso di cessazione dell’attività, sia in caso di richieste di prestiti o mutui o in caso di procedure amministrative.

Differenza tra Certificato di attribuzione partita iva e certificato partita iva

La differenza sta nel fatto che il primo è un documento ricevuto con bollo e firma del direttore dell’Agenzia delle Entrate ed è un certificato a tutti gli effetti. Il secondo, invece, è un documento in carta bianca che contiene solo il numero della partita iva attribuito al momento della richiesta.

Il certificato carichi pendenti attesta l’esistenza o meno di carichi pendenti su persone fisiche o giuridiche, iscritte all’Anagrafe Tributaria, ai fini delle imposte dirette, IVA, imposte indirette, imposte indirette sugli affari ed altri tributi indiretti.

In particolare, il certificato verifica e attesta:

  • l’esistenza o meno di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti;
  • la sussistenza di eventuali carichi pendenti, a seguito di interrogazione al sistema informativo dell’Anagrafe Tributaria, ai fini delle imposte dirette, IVA., imposte indirette sugli affari ed altri tributi indiretti.

Il certificato di residenza fiscale è un documento ufficiale prodotto dall’Agenzia delle Entrate necessario ad attestare la residenza fiscale da presentare allo Stato estero nel quale il soggetto, persona fisica o azienda, ha prodotto reddito in un dato anno.

E’ necessario, ad esempio, per avvalersi dei benefici delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni sul reddito.

L’attestato di residenza fiscale (o certificato) può essere richiesto anche per più tipi di reddito prodotti nello stesso Stato estero, cioè soggetti alla stessa convenzione; in questo caso verrà emesso un unico certificato.

Su quali soggetti, persona fisica o giuridica, può essere richiesto il certificato?

Possono presentare la richiesta di attestato di residenza fiscale le persone fisiche e i soggetti diversi dalle persone fisiche residenti in Italia come le società di capitali, gli enti commerciali e non commerciali, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e i fondi pensione.

In caso di società di persone, il certificato di residenza fiscale può essere richiesto solo dai soci/beneficiari residenti in Italia.

Attraverso la successione si realizza un trasferimento di rapporti giuridici attivi e passivi dal defunto agli eredi. La dichiarazione di successione non è altro che l’adempimento obbligatorio di carattere fiscale da presentare entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. È necessario per comunicare all’Agenzia delle Entrate che gli eredi sono subentrati nel patrimonio del defunto e che di conseguenza bisogna determinare le imposte dovute con questo passaggio.

I soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione e al pagamento delle relative imposte sono gli eredi e i legatari, ovvero i loro rappresentanti legali, gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta, gli amministratori dell’eredità, i curatori delle eredità giacenti, gli esecutori testamentari, i trust.

Sono invece esonerati dalla presentazione della dichiarazione di successione i parenti in linea retta, a condizione che:

  • nell’asse ereditario non siano compresi immobili;
  • il patrimonio del defunto non sia di importo superiore a euro 25.822,85.

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente presentarne una.

Tutti i contratti di locazione e affitto di beni immobili (compresi quelli relativi a fondi rustici e quelli stipulati dai soggetti passivi Iva) devono essere obbligatoriamente registrati dall’affittuario (conduttore) o dal proprietario (locatore) qualunque sia l’ammontare del canone pattuito. L’unico caso in cui non c’è l’obbligo di registrazione è relativo ai contratti che non superano i 30 giorni complessivi nell’anno.

Archivio Notarile

Le copie degli atti notarili sono rilasciate dal notaio presso il quale l’atto è stato stipulato.
Quando però il notaio ha cessato l’attività, oppure si è trasferito in altro distretto notarile, le copie possono essere rilasciate solo dall’archivio notarile del distretto ove il notaio operava all’epoca della stipula.

Caf e Patronato

L’Isee è l’indicatore della situazione economica che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o a servizi di pubblica utilità.

L’Isee è ricavato dal rapporto tra l’indicatore della situazione economica (Ise= valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza (disponibile sul sito dell’Inps) in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Il soggetto che intende richiedere il calcolo dell’Isee (il cosiddetto ‘dichiarante’) deve compilare la Dsu, la ‘Dichiarazione sostitutiva unica‘ contenente i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare.

La dichiarazione dei redditi è l’atto con il quale il contribuente mette a conoscenza il fisco dei propri redditi in relazione al periodo d’imposta dell’anno precedente. A seguito della dichiarazione dei redditi percepiti viene calcolata l’imposta dovuta all’agenzia delle entrate.

La dichiarazione comprende tutti i redditi sotto riportati:

  • redditi da lavoro;
  • redditi di pensione;
  • redditi di terreni e fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi da lavoro autonomo e di impresa;
  • altri redditi diversi non altrimenti classificati.

Camera di Commercio

L’attestato è il documento con cui il Ministero dello Sviluppo Economico U.I.B.M., riconosce, in via definitiva, l’avvenuta registrazione / brevettazione. Ai sensi dell’articolo 185, comma 4 del Codice della Proprietà Industriale (D. Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30) “una copia certificata conforme del titolo di proprietà industriale è trasmessa al titolare”.

L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi emette, periodicamente (tempistica variabile da pochi mesi ad alcuni anni), gli attestati e li trasmette in formato digitale all’ufficio della Camera di Commercio dove era stata depositata la relativa domanda. Il titolare vi si può rivolgere per ottenerne la copia conforme all’originale.
Si ricorda che, nonostante le ulteriori misure semplificative in materia di c.d. “autocertificazione”, introdotte dall’articolo 15 della Legge 183/2011, rimane invariato l’art. 49 del D.P.R. n. 445/2000 “Limiti di utilizzo delle misure di semplificazione” per il quale “I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE,  di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore”. Pertanto, le certificazioni in materia di brevetti e marchi continuano a rimanere escluse dall’ambito di “autocertificabilità”.

  • consente di analizzare la struttura societaria ed economica di un’azienda. Il servizio permette di avere un’annualità di bilancio d’esercizio proveniente direttamente dagli archivi informatici dei bilanci delle Camere di Commercio. E’ composto dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dalla nota integrativa con il relativo verbale d’assemblea dell’azienda ricercata. Il deposito di bilancio è obbligatorio per le sole Società di capitali.

L’Analisi di Bilancio Aziendale è uno strumento informativo completo ed approfondito, che consente di conoscere il reale stato economico-finanziario delle società. Riporta dati anagrafici, dimensioni dell’impresa, dati medi del settore merceologico d’appartenenza, 5 categorie di indici per la valutazione dell’andamento aziendale, il confronto dei dati dell’azienda con le medie del settore merceologico e, se disponibili, i commenti del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Bologna sulla situazione dell’azienda e del settore.

Contiene le informazioni camerali dell’impresa, certificate dalla Camera di Commercio e viene rilasciato su carta filigranata dove è applicato il bollino che attesta l’autenticità del documento e ne assolve i diritti di segreteria.

Il Certificato Camerale può essere di tipo Ordinario, Storico e Artigiano:

Certificato camerale Ordinario/d’iscrizione è la visura camerale certificata in cui sono riportati i dati dell’azienda e quelli legati ad essa: riferimenti d’iscrizione, sede legale, partita IVA, oggetto sociale, capitale sociale, titolari e soci con relative quote, amministratori, attività, albi ruoli e licenze.

Certificato camerale Storico contiene tutte le informazioni di un’azienda a partire dalla data della sua prima costituzione.

Certificato Camerale Artigiano contiene tutte le informazioni di un’impresa artigiana: riferimenti d’iscrizione, n. albo, attività e titolari.

Consente di conoscere il rating (indice di affidabilità), il bilancio sintetico del fatturato, la presenza di pregiudizievoli e protesti sugli esponenti, gli esponenti, i dati identificativi dell’impresa, eventuali informazioni da statuto, eventuali titolari di cariche e qualifiche e l’elenco soci.

Consente di conoscere la presenza di gravami di tipo pregiudizievoli, protesti, procedure in corso, le cariche/qualifiche in altre aziende, partecipazione in aziende ed eventuali informazioni negative relative alle aziende collegate.

Fornisce tutte le informazioni su persone che sono titolari di cariche o qualifiche in aziende iscritte alla Camera di Commercio, ovvero dati anagrafici e dettagli delle aziende in cui la persona detiene cariche oltre alla tipologia di carica ricoperta. Inoltre fornisce anche informazioni su cariche che sono state ricoperte in aziende cessate che in quelle in unità locali diverse dalla sede. La ricerca è effettuata su base nazionale.

Contiene le informazioni depositate alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura su qualunque impresa italiana, individuale o collettiva iscritta al Registro Imprese. Può essere richiesta solo per le categorie appartenenti a Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, non è possibile richiederla per Albi Professionali. Vi sono riportati i dati dell’azienda tra cui: riferimenti d’iscrizione, sede legale, partita IVA, oggetto sociale, capitale sociale, titolari e soci con relative quote, amministratori, attività, albi ruoli e licenze.

La Visura Camerale Storica contiene tutte le informazioni di un’azienda a partire dalla data della sua prima costituzione.

Consente di ottenere informazioni complete e aggiornate relative a fallimenti o altre procedure concorsuali a carico di un’azienda.

La Visura Procedure in corso è il servizio che verifica se un’azienda è in stato di fallimento, pignoramento, bancarotta, impossibilità al pagamento, liquidazione o scioglimento impresa. L’iscrizione di una procedura in corso avviene nel caso in cui si verifichi uno stato di insolvenza da parte dell’azienda, cioè l’impossibilità di far fronte con regolarità a titoli di credito, e serve per regolare i rapporti tra l’azienda ed i suoi creditori.

Contiene l’elenco dei protesti a carico di una persona o di un’azienda registrati negli ultimi 5 anni presso le Camere di Commercio.

La visura protesti è un documento rilasciato dalla banca dati telematica della Camera di Commercio nel quale sono riportate le informazioni relative ai mancati pagamenti di titoli di credito (es. assegni e cambiali). All’interno della visura viene indicato il tipo di effetto, l’importo, la data di apertura, la data di scadenza, il luogo di apertura, la Camera di Commercio a cui è iscritta la persona o l’azienda, il numero di repertorio ed il motivo del mancato pagamento.

Casellario Giudiziale

Contiene eventuali sentenze civili passate in giudicato quali interdizione, inabilitazione, dichiarazione di fallimento, pene accessorie che comportano limitazioni alla capacità civile.

Detto comunemente fedina penale, contiene eventuali sentenze penali passate in giudicato. In genere viene richiesto per uso amministrativo, lavoro, elezioni.

Contiene le eventuali sentenze, civili e penali, passate in giudicato. In genere viene richiesto per uso amministrativo, adozione, lavoro, cittadinanza ed emigrazione (permesso/carta di soggiorno), volontariato, concorso.

Dal 6 Aprile 2015 , con decreto legislativo n.39 del 4 marzo 2014, è in vigore l’obbligo  di richiesta del Certificale Penale del Casellario da parte di tutte le persone che impiegano soggetti per lo svolgimento di attività professionali o volontarie che comportino contatti diretti e regolari con minori.

I datori di lavoro che intendono avvalersi di soggetti ed impiegarli in attività a contatto con minori, hanno l’obbligo di richiedere questo Certificato. Una circolare del 24 Luglio 2014 del Ministero della Giustizia specifica, inoltre, che il rilascio al datore di lavoro non richiede più il consenso dell’interessato.

Catasto

La Visura Catastale è un documento rilasciato dalla banca dati telematica dell’Agenzia del Territorio (Catasto) e contiene le informazioni tecniche di un fabbricato o di un terreno registrate nell’archivio del Catasto.

All’interno delle visure catastali sono riportati i dati catastali dell’immobile e quelli dei proprietari: foglio, mappale/particella, subalterno, vani e/o superficie in mq a seconda della tipologia (es. abitazione: vani; ufficio: mq), rendita catastale, categoria, classe, indirizzo, codice del comune, dati anagrafici dei proprietari. Le visure catasto consentono dunque principalmente di acquisire i dati identificativi e reddituali dei beni immobili (terreni e fabbricati); oppure di verificare se una determinata persona (fisica o giuridica) sia proprietaria di beni immobili. La Visura Catastale Storica è comprensiva di tutti i passaggi di proprietà e di ulteriori variazioni intervenute nel tempo sull’immobile a partire dall’impianto di meccanizzazione.

La visura catasto può essere richiesta secondo due modalità:

  • Per immobile: la visura catastale online viene richiesta mediante identificativo catastale del bene.
  • Per Soggetto intestato: questa ricerca avviene negli archivi del catasto terreni e catasto fabbricati e viene effettuata mediante i dati anagrafici del soggetto, se si tratta di persona fisica, oppure attraverso la denominazione e sede legale, nel caso di persona giuridica

Con la Visura Storica su Persona o Azienda, si potranno conoscere tutti gli immobili che il soggetto ha in carico e che ha posseduto nel corso degli anni (dalla data di digitalizzazione ad oggi) comprese quelle in cui il soggetto non ha più alcun diritto. E’ importante sapere che in caso di visura catastale storica per soggetto alcuni dati presenti nelle visure ordinarie non sono presenti come: classe, rendita catastale, consistenza, categoria e superficie. Sono invece presenti i seguenti dati:

  • diritti sugli immobili presenti e passati;
  •  identificativi catastali (foglio, particella ed eventuali subalterni);
  • indirizzo catastale;
  • tipo di diritti, quote ed oneri reali.

La Planimetria Catastale consente di verificare la mappa-disegno dell’immobile inserita nell’archivio del Catasto.

La Planimetria Catastale è la mappa-disegno in scala, in genere 1:200, dell’immobile (appartamento, villa, box, cantina, ufficio, negozio, ecc.) con la suddivisione interna dei diversi locali di cui è composto: ingresso, cucina, soggiorno, bagno, camere, ecc. Inoltre nello stesso documento sono riportate eventuali pertinenze legate all’immobile (es. giardino, cantina, ecc).

L’Estratto di Mappa (o Mappa Catastale) consente di visualizzare le mappe catastali di fabbricati e terreni inseriti nell’archivio del Catasto.

Il documento è la porzione di mappa-disegno in scala (generalmente 1:2000) del territorio, raffigurante la sagoma dei terreni e dei fabbricati di una specifica zona comunale, con i relativi dati catastali (particelle/mappali).

L’Elenco Immobili contiene l’elenco e le informazioni catastali degli immobili di un intero edificio registrate nell’archivio del Catasto. E’ un documento rilasciato dalla banca dati telematica dell’Agenzia del Territorio (Catasto) e riporta i dati catastali di tutti gli immobili di un fabbricato (appartamenti, uffici, negozi, magazzini, box,…) che sono presenti su una specifica particella/mappale.

Nell’elenco immobili sono riportati: foglio, mappale/particella, subalterni, vani e/o superfici in mq, rendite catastali, categorie, classe e indirizzo.

N.B.: L’elenco immobili non riporta i nomi dei proprietari.

La Voltura Catastale permette di aggiornare i nominativi dei proprietari di un immobile nella banca dati del Catasto.

La richiesta può essere redatta con due modalità:

  • La Voltura Catastale per Afflusso si richiede nel caso in cui il passaggio di proprietà (acquisto dell’immobile/terreno) non sia mai stato comunicato in catasto.
  • La Voltura Catastale per Preallineamento si richiede nel caso in cui il passaggio di proprietà sia stato già dichiarato (con la presentazione di una voltura catastale ) ma non aggiornato nella banca dati catastale.

CRIF - Sistema di Informazioni Creditizie

La visura centrale Rischi permette di consultare la propria posizione a debito presente nella banca dati gestite da società, consorzi ed enti come CRIF, EXPERIAN, CTC e Banca D’Italia. Nella visura sono elencati tutti i finanziamenti riferibili ad una singola persona e le seguenti informazioni:

  • Istituto di Credito che ha fornito alla centrale rischi i dati relativi al finanziamento;
  • Dati aggiornati indicante la data alla quale si riferiscono le ultime informazioni fornite dall’Istituto di Credito, solitamente aggiornamento mensile;
  • Codice rapporto d’istituto s’intende il numero del finanziamento;
  • Tipo di credito è la forma di finanziamento (es.: prestito, mutuo, carta di credito, ecc) a cui si riferiscono i dati;
  • Fase del credito indica se il finanziamento è in fase di richiesta oppure non è stato perfezionato a seguito di rinuncia del cliente o rifiuto dell’Istituto, contrariamente se è stato accordato o estinto;
  • Data inizio indica l’inizio del finanziamento;
  • Data fine indica l’estinzione del debito;
  • Periodicità rimborsi è la periodicità di scadenza delle rate di pagamento previste dal piano di rimborso del finanziamento;
  • Numero totale rate previste per il rimborso del finanziamento;
  • Importo rata in scadenza è l’importo della rata da rimborsare successivamente alla data di ultimo aggiornamento;
  • Rate residue è il numero di rate la cui scadenza di pagamento è successiva alla data di ultimo aggiornamento del finanziamento
  • Importo residuo relativo alle rate residue ed è comprensivo degli interessi stabiliti sul contratto di finanziamento;
  • Rate scadute e non pagate
  • Importo scaduto e non pagato
  • Dettaglio andamento pagamenti permette di verificare se sono stati segnalati ritardi di pagamento.

Valutando la situazione si possono  presentare le necessarie  istanze per la cancellazione di protesti e iscrizione banche dati come cattivo pagatore. Inoltre è anche  possibile fare richiesta di iscrizione dell’annotazione di effettuato pagamento dell’effetto protestato.

La cancellazione protesti e la cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori, permette di accedere nuovamente alla possibilità di ottenere finanziamenti e prestiti e, quindi, riapre la possibilità per privati e aziende di ottenere l’accesso al credito.

Infatti, per quanto sia possibile, in alcuni rari casi, ottenere accesso al credito anche se inseriti nell’elenco protesti, si deve tenere conto che  il protestato viene sempre comunque considerato un soggetto con rischio di credito elevato, pertanto i finanziamenti eventualmente ottenibili,  possono richiedere maggiori garanzie aggiuntive o anche fidejussioni da parte di  terzi e possono essere richiesti interessi più elevati.

Ex Equitalia

Viene fornito l’Estratto Conto Debitorio Equitalia, recuperato direttamente presso gli sportelli di Equitalia permettendoti di consultare la tua posizione in modo semplice e veloce.

Attraverso l’Estratto Conto è possibile conoscere se ci sono cartelle da pagare e il dettaglio dei singoli tributi, con una chiara ripartizione degli interessi e delle altre spese.

Se hai ricevuto una cartella di pagamento e vuoi pagare il tuo debito a rate, puoi farlo!!

Finché sei in regola con i pagamenti a rate non sei considerato inadempiente verso gli enti creditori e l’Agenzia delle entrate-Riscossione non iscrive fermi o ipoteche, nè attiva qualsiasi altra procedura di riscossione. Inoltre, ad avvenuto pagamento della prima rata del piano di rateizzazione, puoi richiedere all’Agente della riscossione la sospensione dell’eventuale provvedimento di fermo già iscritto, al fine di poter circolare con il veicolo interessato.

Il contribuente, se ritiene infondato l’addebito, può contestarlo all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha richiesto il pagamento chiedendone l’annullamento totale o parziale. Se l’ufficio riscontra l’illegittimità dell’atto, è tenuto ad annullarlo in base alle norme sull’autotutela e a effettuare lo sgravio delle somme iscritte a ruolo (cioè la cancellazione del debito).

L’Agenzia delle Entrate deve comunicare il provvedimento di annullamento all’Agente della riscossione, che interrompe le procedure di incasso del credito. Se il contribuente ha già pagato, ha diritto al rimborso della somma indebitamente corrisposta tramite lo stesso Agente della riscossione.

Il sovraindebitamento 2018 è stato introdotto dalla legge del 27 gennaio 2012, n.3  come nuova procedura che consente al debitore persona fisica o altro soggetto escluso dalla legge fallimentare, di trovare un accordo con il creditore davanti al Giudice. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che ha visto un Giudice emettere una sentenza a favore del cittadino nei confronti del quale gravava una cartella di pagamento di Equitalia da 86.000 euro. Tale cartella, ritenuta troppo al di sopra delle reali disponibilità del debitore è stata ridotta dal Giudice, tenendo conto di tutti i redditi del debitore e tolto quanto serve per alla famiglia per vivere.

Una volta valutato l’effettiva capacità del debitore di onorare il debito, il tribunale ha deciso di ridurre di circa l’87% l’ammontare del debito, facendo arrivare la cartella di pagamento a 11 mila euro anziché 87 mila euro inziali.

Hai ricevuto una o più cartelle esattoriali o solleciti di pagamento da Equitalia?
Hai la possibilità di estinguere il tuo debito, in una soluzione oppure a rate.

Vuoi essere sicuro di pagare solo ciò che è effettivamente dovuto?
Chiedi una consulenza all’esperto della Intel Solution che ti consiglierà al meglio e ti assisterà nella gestione delle richieste di annullamento e sgravio delle cartelle irregolari e delle somme illegittimamente addebitate o, comunque, non dovute.

Finanza Agevolata

Con il termine finanza agevolata si fa riferimento a tutti quegli interventi disposti dal legislatore nazionale, regionale o comunitario, che hanno come obiettivo quello di mettere a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale.

Per perseguire tutto questo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.

Ci sono dei concetti chiave da sapere, vediamoli insieme!

  • Tipologia di contributo

    Quando si parla di contributi e agevolazioni alle imprese, quasi sempre si pensa soltanto ai contributi a fondo perduto. In realtà la finanza agevolata mette a disposizione delle imprese strumenti molti diversi, adatti a bisogni differenti:

  1. contributi a fondo perduto
  2. finanziamenti agevolati
  3. garanzia del credito
  4. sgravi fiscali e contributivi
  5. strumenti di intervento nel capitale di rischio
  • Tipo di beneficiario

    La maggior parte dei contributi pubblici comunitari, regionali e nazionali, è destinata alle Micro, Piccole e Medie imprese, le c.d. MPMI (di cui fanno parte anche i liberi professionisti), ma esistono numerose agevolazioni per startup innovative, aspiranti imprenditori, imprenditoria femminile e giovanile (sotto i 35 anni), che spesso beneficiano di fondi specifici. Quando ti trovi alle prese con un avviso pubblico ricorda sempre di leggere bene quali sono i beneficiari dell’agevolazione che ti interessa, per comprendere bene se rientri, o meno, tra i soggetti che possono effettivamente accedere al bando.Per sapere se puoi partecipare, dovrai anche verificare se hai i requisiti giusti per farlo. Ad esempio dovrai appartenere alla classe Ateco prevista dal bando, o dovrai essere in regola con una serie di normative, tra cui il De Minimis o quelle relative alla sicurezza dei lavoratori.

  • Codice Ateco

    La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben specifico e indicato all’interno dell’Avviso pubblico. Per Codice Ateco si intendo il Codice di Attività Economica, ovvero quel codice numerico di 6 cifre che classifica in maniera univoca la tua impresa.

  • Spese ammissibili

    Quando si parla di “spese ammissibili” si fa riferimento alle spese (ovvero ai costi ed agli investimenti) che possono essere agevolate da un bando o da un contributo pubblico. Non tutte le spese possono, infatti, essere oggetto di agevolazione: alcuni bandi ti aiuteranno ad acquistare macchinari o strumentazione per la tua attività, altri ti consentiranno di spesare le consulenze, alcuni (pochi) le spese di marketing, ed altri ancora le ristrutturazioni edilizie.

  • Regime De Minimis

    Se hai letto un avviso pubblico ti sarai sicuramente imbattuto nella dicitura “Regime De Minimis”: con questa locuzione, si fa riferimento ad aiuti di piccola entità che possono essere erogati alle imprese, senza obbligo di notifica all’UE da parte dei Paesi membri.
    Se sei alla ricerca dell’agevolazione fiscale giusta per la tua attività, non esitare a contattarmi!

INPS - INAIL

La copia del modello Cud rilasciato dall’Inps attesta e certifica i redditi dell’anno precedente derivanti dal lavoro dipendente o dalla pensione.
Il Cud è la certificazione unica dei redditi dell’anno precedente che viene consegnata ai propri dipendenti dai datori di lavoro (pubblici o privati), o ai pensionati dall’ente pensionistico.

L’Estratto conto contributivo è il documento che elenca tutti i contributi effettuati all’INPS in favore del lavoratore. Riepiloga i versamenti da lavoro, figurativi e da riscatto, suddivisi in base alla gestione alla quale il lavoratore risulta iscritto.

I lavoratori prossimi alla pensione con l’estratto conto certificativo è inclusa l’attestazione analitica della posizione assicurativa con valore legale.

L’Estratto conto previdenziale riporta i dati anagrafici del lavoratore e, riassunti in una tabella, i versamenti previdenziali suddivisi in:

  • periodo di riferimento;
  • tipologia di contributi (da lavoro dipendente, artigiano, commerciate, servizio militare ecc.);
  • contributi utili espressi in giorni, settimane o mesi, sia per il calcolo della pensione che per il raggiungimento del diritto;
  • retribuzione o reddito;
  • riferimenti del datore di lavoro;
  • eventuali note riportate alla fine dell’Estratto.

Pratiche e certificazioni presso l'Ente Comunale

Dal 9 maggio 2012 entra in vigore la nuova disciplina prevista dall’art. 5 del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35.

Quando un nucleo familiare si trasferisce da un comune a un altro comune italiano o dall’estero o quando ha cambiato abitazione deve dichiarare il nuovo indirizzo all´Ufficio Anagrafe nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti.

E’ il certificato che attesta l’ iscrizione del richiedente nelle liste elettorali del comune di residenza. Per i cittadini italiani residenti nel territorio comunale l’iscrizione nelle liste elettorali avviene d’ufficio in presenza dei requisiti necessari per il godimento dei diritti politici (compimento della maggiore età, mancanza di cause ostative quali dichiarazione di fallimento, sottoposizione a misure di sicurezza detentive, a misure di prevenzione o a libertà vigilata, interdizione dai pubblici uffici). Per i cittadini stranieri appartenenti alla comunità europea l’iscrizione nelle apposite liste elettorali aggiunte per le elezioni europee o per le elezioni comunali avviene sempre su richiesta.

Il Certificato di Cittadinanza è il certificato che attesta la Cittadinanza Italiana del richiedente. Viene rilasciato dall’Ufficio Anagrafe, e può essere sostituito dall’autocertificazione.
E’ cittadino italiano per nascita:

  • Il figlio di padre o madre cittadini;
  • Chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello stato al quale essi appartengono;
  • E’ considerato cittadino, per nascita, il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.
    Il minore straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza.
    Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana quando risiede legalmente da almeno 6 mesi nel territorio della Repubblica, ovvero dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale.

La cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell’Interno, a istanza dell’interessato, presentata alla Prefettura o alla competente autorità consolare. Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le Leggi dello Stato.

Il certificato di esistenza in vita è il documento attestante che l’intestatario è vivente alla data del rilascio del certificato medesimo.

Normalmente viene richiesto per la riscossione della pensione o per delegare un’altra persona alla riscossione della pensione, per uso assicurativo (vita, infortuni, responsabilità civile), ecc.

Il certificato ha validità di 6 mesi. Oltre detto termine, il documento è comunque valido se l’interessato dichiara e sottoscrive, in calce allo stesso certificato, che “le informazioni in esso contenute non hanno subito alcuna variazione”.

Il Certificato di Nascita attesta la nascita di una persona e ne specifica le informazioni relative: nome, cognome, data e Comune di nascita. Non contiene l’ora di nascita ne’ eventuali annotazioni per matrimonio, divorzio, morte.

L’Estratto di Nascita riporta i dati essenziali ricavati dall’atto di nascita e può comprendere (a discrezione dei singoli comuni) eventuali annotazioni marginali: orario di nascita, nominativi dei genitori, data di matrimonio, nominativo del coniuge etc.

La Copia Integrale dell’Atto di Nascita è la fotocopia autenticata dell’atto di nascita contenente tutte le annotazioni riportate sul relativo registro di stato civile: certifica il cognome, prenome, prenomi aggiuntivi, sesso, luogo di nascita, ora, giorno, mese e anno di nascita, Comune di registrazione della nascita e comprende le annotazioni marginali (matrimonio, divorzio, decesso). Non richiedibile in caso di adozione.

Il Certificato di Matrimonio contiene e certifica le informazioni relative al rito del matrimonio (dati anagrafici dei coniugi, data e luogo) trascritte nel registro di stato civile.
L’Estratto di Matrimonio attesta l’evento del matrimonio e ne specifica le informazioni relative: la data e i dati anagrafici dei coniugi. Inoltre può contenere eventuali annotazioni aggiuntive: residenza, cittadinanza, regime patrimoniale (comunione/separazione dei beni), divorzio.

La Copia Integrale Atto di Matrimonio è la fotocopia autenticata dell’atto riportato sul registro di stato civile in cui sono presenti i dati dei coniugi: nomi e cognomi, date e luoghi di nascita, data di matrimonio. Inoltre può contenere eventuali annotazioni marginali: nome del parroco, nome della chiesa, residenza, cittadinanza, regime patrimoniale (comunione/separazione dei beni), divorzio.

Il Certificato di Morte attesta l’evento del decesso e contiene i dati relativi allo stesso: nome, cognome, data e Comune in cui è avvenuto il decesso.

L’Estratto di Morte attesta il decesso di una persona e ne specifica le informazioni relative: nome, cognome, data e Comune in cui è avvenuto l’evento. Inoltre può contenere eventuali annotazioni aggiuntive: ora del decesso, data e luogo di nascita, ultimo Comune di residenza, stato civile.

La Copia Integrale Atto di Morte è la fotocopia autenticata dell’atto anagrafico in cui sono presenti i dati della persona deceduta: nome, cognome, data e luogo di nascita, data e luogo del decesso. Inoltre può contenere eventuali annotazioni aggiuntive: ora del decesso, data e luogo di nascita, ultimo Comune di residenza, stato civile, nominativi dei genitori.

L’A.I.R.E. è l’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero. Essa contiene i dati dei cittadini italiani che hanno dichiarato di risiedere all’estero per un periodo di tempo superiore i 12 mesi o per i quali è stata accertata d’ufficio tale residenza.

Il Certificato di Residenza AIRE riporta la residenza di un cittadino che abbia richiesto di emigrare in un paese estero. Contiene informazioni circa l’indirizzo estero di residenza e si richiede nelll’ultimo comune italiano in cui il soggetto abbia avuto residenza prima di emigrare.

Il Certificato di Cittadinanza AIRE contiene il riepilogo dei dati anagrafici del soggetto e ne esplicita la cittadinanza. Si richiede nell’ultimo comune di residenza in Italia.

Il Certificato di Stato di Famiglia AIRE  è un documento contenente i componenti del nucleo familiare iscritti A.I.R.E.

Il certificato di residenza è un documento con il quale si attesta l’attuale residenza dell’intestatario del certificato stesso. Il certificato residenza, quindi, contiene le informazioni relative alla residenza di una persona trascritte nel registro di stato civile, dunque dati quali il nome, il cognome, data e comune di nascita, comune e indirizzo di residenza.

Certificato Storico Residenza

Il certificato storico di residenza è invece un documento che contiene e riporta le informazioni relative alla residenza pregressa di una persona in un determinato comune di residenza. Pertanto, nel caso in cui vi sia un cambio di residenza, è necessario comunicare il trasferimento da un comune all’altro presso gli uffici competenti.

E’ un documento contenente i dati delle persone risultanti a uno stesso indirizzo e nella medesima unità immobiliare. Elenca tutti i componenti della famiglia e ne specifica le informazioni relative (nome, cognome, data e comune di nascita, comune e indirizzo di residenza).

Il Certificato Storico di Stato di Famiglia attesta la composizione familiare (intesa come persone risultanti in una medesima unità immobiliare) in una determinata data.

Il Certificato di Stato Libero è un documento che contiene le informazioni riguardanti la libertà di stato di una persona (celibe/nubile, vedovo/a, divorziato/a).

Il Certificato Godimento dei diritti politici attesta la capacità elettorale del richiedente.
Attesta quindi la sua qualità di elettore, capacità che è attribuita a tutti i cittadini al compimento della maggiore età, che non si trovino nelle seguenti condizioni:

  • essere sottoposti a misure di sicurezza detentive, a libertà vigilata o a misure di prevenzione;
  • avere subìto l’interdizione dagli uffici pubblici.

L’estratto plurilingue è un documento che serve per provare la data e il luogo di nascita, matrimonio, morte. E’ redatto per l’utilizzazione all’estero e non necessita di traduzione.

E’ esente da legalizzazione ed è riconosciuto solo nei Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976. A tale convenzione hanno aderito anche Belgio. Francia, Jugoslavia, Slovenia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Turchia, per i quali cessa l’applicazione della Convenzione di Parigi del 27 settembre 1956.

E’ valido e riconosciuto nei seguenti Paesi:

  • Argentina
  • Austria
  • Belgio
  • Bosnia-Erzegovina
  • Bulgaria
  • Estonia
  • Francia
  • Germania
  • Croazia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Macedonia
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Repubblica di Moldavia
  • Romania
  • Serbia e Montenegro
  • Slovenia
  • Spagna
  • Svizzera
  • Turchia

Recupero crediti

L’attività di recupero crediti ha come obiettivo ottenere il pagamento di un credito (totale o parziale), sia quando il debitore rifiuta di onorarlo, sia quando si trova in una situazione di momentanea difficoltà che gli impedisce di estinguere il debito. Prima di intraprendere la via giudiziaria attraverso una causa in tribunale con conseguente aggravio di oneri, costi e tempi, le società del settore preferiscono puntare a un adempimento anche parziale in tempi ragionevoli. A titolo indicativo è possibile distinguere l’attività di recupero credito in 2 fasi.

La prima fase stragiudiziale evita l’aggravio di costi e tempi delle vie legali, ma richiede la collaborazione del debitore. La società di recupero crediti o lo studio legale tenta di concordare un piano di rientro con il debitore tramite solleciti epistolari, telefonici e, in alcuni casi, contatti diretti per mezzo di funzionari.

Il ricorso al tribunale è l’ultima fase da intraprendere quando la via stragiudiziale fallisce; l’obiettivo è ottenere un atto o un documento in base al quale è possibile avviare l’esecuzione forzata sui beni del debitore (es.: l’automobile, la casa, somme di denaro, i beni della società, ecc.). Generalmente, l’azione legale viene intrapresa solo quando, a seguito degli accertamenti economico/patrimoniali eseguiti nella fase stragiudiziale, emerge un capitale sufficiente a coprire il credito insoluto.

ISTITUTO INVESTIGATIVO PRIVATO

La Dr.ssa Marilena Di Vito è titolare di licenza governativa valida su tutto il territorio nazionale, al fine di poter svolgere indagini in ambito assicurativo, privato e aziendale. La sua esperienza maturata con centinaia di attività investigative nell’intera Nazione, le permette di offrire al cliente: alta professionalità, massimo riservo ed enorme rispetto della Persona che ha difronte. La Dr.ssa Di Vito garantisce trasparenza, affidabilità e la massima disponibilità nell’andare incontro alle esigenze economiche del cliente. A tal proposito dispone di Convenzioni ad HOC, in grado di creare la rata su misura per TE!

L’ Indagine è finalizzata a verificare e documentare la veridicità delle dichiarazioni rilasciate in fase di denuncia dall’assicurato, per il risarcimento di danni fisici e/o materiali.
L’attività comprende l’analisi della documentazione prodotta e delle perizie eseguite, la documentazione della situazione reale mediante sopralluoghi, monitoraggio del soggetto d’interesse, escussione di eventuali testimoni e infine la produzione della relativa relazione fotografica e dei documenti reperiti.

Per i sinistri stradali i risultati investigativi delle indagini sono utili per una prima collocazione dell’evento nelle tre macrocategorie: sinistro liquidabile, sinistro dubbio, sinistro fraudolento; in modo da permettere alla compagnia di esprimere una valutazione obiettiva del sinistro in sede giudiziale o stragiudiziale.

Le investigazioni private riguardano principalmente la sfera personale, familiare e patrimoniale delle persone. Le indagini private, rivolte a privati e famiglie, sono infatti solitamente mirate alla raccolta di informazioni e prove, utilizzabili anche in giudizio, riguardanti l’infedeltà coniugale (per poter richiedere l’addebito della separazione al coniuge), l’affidamento dei figli minorenni (ad esempio per accertare comportamenti contrari all’interesse del minore da parte di uno dei genitori), la determinazione o la rivalutazione dell’assegno di mantenimento da versare al coniuge in caso di separazione.
Rientrano in questa tipologia di investigazioni anche le indagini mirate a risolvere casi di violenze in ambito familiare, molestie, ricatti, stalking o per il controllo delle frequentazioni dei figli minorenni.
Altro ambito di intervento sono le indagini pre-matrimoniali, per accertare l’affidabilità, la posizione economica e patrimoniale del partner e le indagini atte a risolvere eredità controverse.

Linvestigazioni rivolte ad aziende hanno l’obiettivo di tutelarle da rischi sia interni che esterni. Illeciti quali assenteismo, abuso permessi di lavoro (legge 104/1992), simulata malattia, concorrenza sleale, verifica pre-assunzione.

  • Assenteismo In ambito lavorativo il termine assenteismo viene utilizzato per identificare il comportamento dei lavoratori che si assentano abitualmente, anche giustificati, dal posto di lavoro per un periodo di più giorni per propria volontà o si assentano in modo ingiustificato. Non sempre un’assenza prolungata da parte del lavoratore giustifica il suo licenziamento. Bisogna infatti sempre verificare se esiste o meno una giustificazione dell’assenza e valutare se l’assenteista ha avuto una condotta talmente grave da costituire una giusta causa.
  • Abuso permessi di lavoro (L. 104/1992)

Per i lavoratori che, ai sensi della legge 104/1992, hanno giorni di permesso retribuito per prestare assistenza ai familiari disabili, la Cassazione ha stabilito l’impossibilità di poter svolgere, durante la stessa giornata, altri compiti.  Diversamente il dipendente che sfrutta i permessi della legge 104 allo scopo di assistere soltanto parzialmente il parente disabile, può essere legittimamente licenziato dal datore di lavoro.

  • Simulata malattia

La falsa malattia o l’infortunio pongono in essere un grave inadempimento del lavoratore, talmente grave da pregiudicare il rapporto di fiducia con l’azienda stessa, che può intimare la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa. Con l’acquisizione di documenti che accertino in modo inequivocabile che la condotta del lavoratore non è compatibile con l’attestazione del certificato medico, si può intervenire con il licenziamento per giusta causa, questo perché, anche il medico attestante, potrebbe esser stato forviato dalla simulazione della malattia o infortunio da parte del lavoratore e ciò fa sì che venga a mancare il rapporto di fiducia tra le parti.

  • Verifica pre-assunzione

Identificazione del candidato, ricerche da banche dati ufficiali Infocamere, profilo familiare, controllo attendibilità curriculum e verifica precedenti attività lavorative, problemi finanziari, protesti e pregiudizievoli, analisi delle capacità reddituali e patrimoniali e del flusso dei redditi negli ultimi anni, raccolta di referenze sul soggetto, indagini informative sul posto e raccolta dei rumors di zona con eventuale indicazioni di problemi con la giustizia.

  • Concorrenza sleale

Quando gli atti di concorrenza sono compiuti utilizzando mezzi sleali l’autore degli stessi è infatti tenuto al risarcimento dei danni (art. 2600, c.c.).

Per concorrenza sleale si intende:

  • atti di confusione con l’attività di un concorrente;
  • atti che influiscono scorrettamente sulle scelte del pubblico, incidendo negativamente sull’immagine altrui e positivamente sulla propria;
  • atti di concorrenza non conformi alla correttezza professionale;
  • violazione del patto di non concorrenza.

Tribunale civile/fallimentare/penale

  • contiene l’indicazione di eventuali procedimenti penali in corso e non ancora definiti.

Attesta i dati relativi all’imputazione ed alle diverse fasi e ai gradi del giudizio – la qualità di imputato si assume solo nel momento della chiusura delle indagini preliminari e cessa con l’irrevocabilità del provvedimento che definisce il processo.

Il Certificato Carichi Pendenti si richiede per uso amministrativo e adozione.

(art. 31 D.P.R. 14/11/2002, n. 313) riporta le iscrizioni esistenti nell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato, ad eccezione di quelle relative ai provvedimento di applicazione della sanzione su richiesta e ai provvedimenti di applicazione della sanzione pecuniaria all’esito del procedimento per decreto.

Sono riportate le iscrizioni esistenti nell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato, ad eccezione di quelle relative ai provvedimenti di applicazione della sanzione su richiesta ed ai provvedimenti di applicazione della sanzione pecuniaria all’esito del procedimento per decreto, come previsto dall’art. 31 D.P.R. 313/2002 – Testo Unico sul Casellario.

Il certificato attesta che, nei cinque anni precedenti la richiesta, nei confronti del richiedente non siano stati emessi provvedimenti di interdizione, inabilitazione o fallimento, né siano in corso procedure aventi lo stesso oggetto.

Il servizio si occupa di rilasciare il certificato di assenza/pendenza delle procedure fallimentari, ovvero quel certificato attestante che, nei 5 anni precedenti, nei confronti di una società/ditta non sono state dichiarate procedure concorsuali.
Il servizio soddisfa l’esigenza di ottenere il documento che prova l’esistenza o l’inesistenza delle procedure fallimentari a carico di un soggetto.

Il certificato attesta la presenza o assenza di esecuzioni mobiliari (per esempio pignoramento beni mobili o conto corrente) o immobiliari (per esempio pignoramento della casa) a carico di una determinata persona o società.

Da un lato, il certificato di pendenza delle procedure esecutive è uno strumento molto utile ai creditori i quali possono verificare se il loro debitore è già soggetto ad una procedura di esecuzione forzata ed eventualmente insinuarsi.

Dall’altro lato, potendo il certificato attestare al contrario la non pendenza di procedure esecutive, è utile a ciascun cittadino per dimostrare la propria “virtuosità”.

Viene normalmente richiesto al fine di ottenere il risarcimento dalla compagnia assicuratrice quando il procedimento penale contro ignoti, iscritto in relazione ad un reato avvenuto nel territorio di competenza della procura della Repubblica presso il tribunale, è stato archiviato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale poiché non sono stati identificati i responsabili.

Normalmente viene richiesto per uso assicurativo (per es. in caso di furto, rapina, incidente stradale, ecc.).

Per poter avere valore legale all’estero i documenti rilasciati dall’autorità italiana devono essere legalizzati, procedimento che consiste nell’attestazione della qualità legale del pubblico ufficiale che ha apposto la propria firma sul documento e dell’autenticità della firma stessa.

A seconda dell’autorità che ha rilasciato il documento, la legalizzazione è di competenza della Procura della Repubblica oppure della Prefettura Ufficio Territoriale del Governo.

Nel caso in cui lo stato nel quale il documento dovrà avere valore legale abbia aderito alla Convenzione dell’Aja del 1961, l’ufficio apporrà la cosiddetta “apostille” ed il documento non dovrà essere sottoposto alla successiva legalizzazione presso il consolato competente.

Il servizio consente ad una delle parti di ottenere copia autentica della sentenza. Nel caso in cui non si conosca la data e il numero della sentenza, sarà necessario effettuare una visura presso il Tribunale

Urbanistica

è il documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio, di un abitazione o di un appartamento. E’ uno strumento di controllo che sintetizza con una scala da A4 a G (scala di 10 lettere) le prestazioni energetiche degli edifici. Al momento dell’ acquisto o della locazione di un immobile è obbligatorio.

Un’opera edilizia può essere autorizzata tramite Permesso di Costruire, oppure Dia, a secondo della sua importanza e consistenza.

Il Permesso di Costruire è rilasciato a:

  • Proprietario dell’area edificabile;
  • Superficiario al di sopra del suolo (ai sensi dell’art. 952 del codice civile), almeno per le costruzioni che non invadano il sottosuolo al di là di quanto necessario per la realizzazione delle fondamenta dell’edificio;
  • Superficiario al di sotto del suolo (ai sensi dell’art. 955 del codice civile);
  • L’enfiteuta (ai sensi dell’art. 959 e art. 960 del codice civile) il quale però ha diritto di richiedere la concessione ad edificare solo nell’ambito e nei limiti del contratto di enfiteusi, rimanendo al proprietario il diritto di richiedere la concessione per tutto ciò che rimane al di fuori del contratto di enfiteusi;
  • Titolari di diritti reali di servitù prediali coattive o volontarie (elettrodotti, acquedotti, teleferiche ecc.) i quali ai sensi dell’art. 1065 del c.c. hanno solo diritto di eseguire manutenzioni e trasformazioni inerenti al loro titolo.

Sono infine abilitati a richiedere il Permesso di Costruire

  • I titolari di diritti derivanti da provvedimenti autorizzativi, quali:
  • il beneficiario dell’occupazione d’urgenza e l’avente causa da tale beneficiario;
  •  l’assegnatario di terre incolte;
  • il titolare di servitù coattiva costituita per provvedimento amministrativo o per sentenza;
  • il concessionario di miniere e di beni demaniali;
  • colui che, essendo interessato ad agire per danno temuto, sia a ciò autorizzato per ordine del giudice;
  • colui che richiede un provvedimento cautelare innominato a norma dell’art. 700 del codice di procedura civile;
  • i titolari di diritti derivanti da speciali situazioni previste dalla legge quali:
  • il tutore, che può richiedere ogni tipo di concessione;
  • il curatore, che può richiedere solo di effettuare interventi di manutenzione straordinaria e interventi di restauro conservativo.

ll certificato quindi attesta che siano rispettati tutti i requisiti di legge necessari per garantire a chi utilizza l’immobile di viverlo in sicurezza e in comfort.

Il Certificato di Agibilità in base a quanto previsto dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia viene rilasciato dal dirigente o responsabile dell’ufficio comunale di competenza.

Per tutti i casi di cui all’articolo 24 del D.p.r. n.380/2001 smi, il certificato di agibilità è rilasciato per l’intero edificio (fabbricato, capannone industriale) e non per parti o singole unità immobiliari (appartamenti, negozi, depositi) di edifici esistenti.

Il certificato è obbligatorio per le nuove costruzioni, le ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali e gli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni degli edifici stessi.

A che serve?

Il certificato di agibilità è obbligatorio per vendere, acquistare o affittare un immobile.

Il certificato di agibilità è inoltre obbligatorio per:

  • vivere all’interno di un’abitazione, fini residenziali;
  • esercitare una qualsiasi attività, fini commerciali.

Nelle costruzioni edificate prima del 1934 non occorre il certificato di agibilità, praticamente non è obbligatorio se costruite prima dell’entrata in vigore del RD n.1265/34  che inserisce l’obbligo di richiederlo.

Assistenza Stranieri

INTEL Solution offre servizi di Informazione, Assistenza e Orientamento per i cittadini stranieri, riguardo ogni aspetto legato alla loro permanenza nel Paese.

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Il permesso di soggiorno costituisce il titolo che autorizza la presenza dello straniero sul territorio dello stato italiano e ne documenta la regolarità: esso costituisce il presupposto per una richiesta di residenza di medio o lungo periodo nel territorio italiano. Devono richiede il permesso di soggiorno i cittadini di paesi extraeuropei e gli apolidi, vale a dire coloro che non hanno una nazionalità. Non è necessario per i cittadini europei, che possono entrare nel territorio italiano senza bisogno di passaporto o di visto d’ingresso. I cittadini appartenenti a determinati paesi esterni all’Unione Europea possono entrare in Italia, a fini turistici, sportivi, lavorativi, per invito o missione, e soggiornarvi per un periodo non superiore a 90 giorni, senza dover richiedere un visto. Il cittadino straniero deve sempre portare con se il permesso di soggiorno.

Il permesso di soggiorno consente di svolgere le attività che sono indicate nel permesso stesso, permette l’accesso ai diritti e ai servizi riconosciuti agli stranieri, nonché l’iscrizione nelle liste anagrafiche ed il conseguente rilascio della carta di identità e del codice fiscale, con il quale si può richiedere l’assistenza sanitaria, aprire un conto corrente bancario, ecc.

L’ingresso per ricongiungimento familiare è possibile previo rilascio del visto per ricongiungimento familiare che consente l’ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata, a tempo determinato o indeterminato, ai familiari di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

L’Ambasciata Italiana del paese di origine concede al cittadino straniero il visto di ingresso per motivi di famiglia una volta che lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura competente ha emesso il nulla osta.

Con quali permessi è possibile richiedere il ricongiungimento di un familiare in Italia?

E’ possibile fare richiesta di ricongiungimento familiare per i titolari di:

  • permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, di durata non inferiore a un anno;
  • permesso per asilo politico;
  • permesso per protezione sussidiaria;
  • permesso per motivi di studio, per motivi religiosi, familiari;
  • permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • permesso per attesa cittadinanza.

Il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita all’inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare

Per quali familiari di cittadini stranieri non comunitari è possibile chiedere il ricongiungimento?

  • coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
  • figli minori anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. I Minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli;
  • figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale (100%);
  • genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante oppure;
  • genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute, e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante;
  • è consentito l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte dell’altro genitore.
  • ascendenti diretti di primo grado di minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato.

Il visto è rilasciato dall’ambasciata italiana o dalle sedi consolari italiane del Paese di residenza del cittadino straniero; il permesso di soggiorno (articolo 5 del Testo unico immigrazione) è rilasciato in Italia dalle questure competenti a seconda della provincia nella quale si trova lo straniero. Il permesso di soggiorno va richiesto entro 8 giorni lavorativi (esclusi quindi la domenica e i festivi).

I cittadini stranieri maggiori di 16 anni che entrano in Italia per la prima volta, sottoscrivono con lo Stato l’accordo di integrazione contestualmente alla richiesta di permesso di soggiorno.

Le tipologie di visti

  • Visto per motivi di studio/formazione: ha validità pari a quella del corso che si intende seguire in Italia.Visto per ricongiungimento familiare: ha validità di un anno dal suo rilascio; viene rilasciato ai familiari da ricongiungere a seguito del rilascio di un nulla osta al ricongiungimento richiesto.
  • Visto per motivi di lavoro subordinato (a tempo indeterminato, determinato, stagionale): si ottiene solo dopo di ‘nulla osta’ al lavoro da parte dello sportello unico per l’Immigrazione (Sui). Per instaurare un rapporto di lavoro subordinato con un cittadino extracomunitario residente all’estero, infatti, il datore di lavoro – italiano o straniero legalmente soggiornante in Italia – deve presentare richiesta nominativa di nulla osta al lavoro al Sui competente per la provincia nella quale si svolgerà l’attività lavorativa.
  • Visto per motivi di lavoro autonomo: può essere richiesto per svolgere in Italia attività di lavoro autonomo non occasionale di carattere industriale, professionale, artigianale o commerciale; per costituire una società di capitali o di persone; per accedere a cariche societarie. Per ottenerlo occorre possedere i requisiti professionali e morali richiesti dalla legge dello Stato ai cittadini italiani per l’esercizio dello stesso tipo di attività.

La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto d’ingresso e non può comunque superare:

  • tre mesi, per visite, affari e turismo;
  • nove mesi, per lavoro stagionale;
  • un anno, per la frequenza di un corso per studio o formazione professionale certificati; è previsto il rinnovo annuale per corsi pluriennali;
  • due anni, per  lavoro autonomo, per lavoro subordinato a tempo indeterminato e per ricongiungimenti familiari;
  • durata legata alle necessità specificamente documentate e negli altri casi previsti dal Testo unico Immigrazione.

In Italia la cittadinanza si basa sul principio “ius sanguini”, ovvero per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana.

La cittadinanza italiana si acquisisce automaticamente nei casi di seguito indicati:

  • Per nascita – straniero nato da almeno un genitore italiano;
  • Per nascita sul territorio italiano – straniero nato in Italia al compimento dei 18 anni;
  • Per adozione – minorenne adottato da cittadino italiano

Si può fare richiesta della cittadinanza italiana in seguito a matrimonio o a residenza, vediamo in modo dettagliato quando è possibile.

Richiesta della cittadinanza per matrimonio con un italiano

  • Il cittadino straniero o apolide, coniugato con cittadino/a italiano/a, può chiedere di acquisire la cittadinanza italiana se risiede legalmente in Italia da almeno 12 mesi (un anno) in presenza di figli nati o adottati dai coniugi, oppure dopo 24 mesi (due anni) di residenza con il cittadino italiano;
  • In caso di residenza all’estero: 18 mesi (un anno e mezzo) in presenza di figli nati o adottati da coniugi, oppure 36 mesi (tre anni) dalla data del matrimonio (se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non è in corso la separazione legale).

Richiesta della cittadinanza per residenza

Puoi richiedere la cittadinanza Italiana per residenza se: sei cittadino straniero, nato in Italia, cittadino di un paese UE o extra UE, apolide o rifugiato, residente in Italia, secondo quanto indicato di seguito:

  • 10 anni di residenza legale in Italia per i cittadini extracomunitari;
  • 3 anni di residenza legale in Italia per i discendenti di cittadini italiani per nascita (sino al secondo grado – nonni) e per i nati in Italia;
  • 5 anni di residenza legale in Italia per gli adottati maggiorenni (da cittadini italiani), per gli apolidi e per i rifugiati politici e per i figli maggiorenni di genitori naturalizzati italiani;
  • 4 anni di residenza legale in Italia per i cittadini comunitari;
  • 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato Italiano.

Il Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è un titolo previsto dall’art 9 del Testo Unico immigrazione rilasciato a chi soggiorna in maniera stabile e continuative in uno dei Paesi Membri dell’Unione Europea e soddisfi determinati requisiti.

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è a tempo indeterminato.

Non ha scadenza, non deve essere rinnovato ma solo aggiornato e attribuisce allo straniero una serie di diritti “in più” rispetto al permesso di soggiorno “ordinario”.

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo consente infatti di:

  • entrare in Italia senza visto;
  • svolgere in Italia qualsiasi attività lavorativa, autonoma o subordinata;
  • accedere ai servizi e alle prestazioni della Pubblica Amministrazione, in materia sanitaria, scolastica, sociale e previdenziale (compreso l’accesso alla procedura per l’ottenimento di alloggi popolari);
  • avere l’assegno dell’Inps per gli invalidi civili e l’assegno sociale;
  • partecipare alla vita pubblica locale, anche votando (se previsto);
  • non essere più espulsi dall’Italia, tranne che per gravi motivi di sicurezza nazionale.

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è valido come documento di identificazione personale per 5 anni.

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non riporta data di scadenza ma la dicitura “illimitata”

Chi può chiederlo?

Il Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere richiesto dai cittadini stranieri in possesso dei seguenti requisiti:

  • che soggiornano regolarmente in Italia da almeno 5 anni;
  • che sono titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità;
  • che possono dimostrare la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale riferito ad una qualsiasi tipologia di contratto (determinato, indeterminato ed anche apprendistato);
  • che hanno superato un test di conoscenza della lingua italiana. (in vigore dal 9 dicembre 2010).

La Carta Blu UE potrà essere rilasciata a lavoratori altamente specializzati residenti all’estero, soggiornanti ad altro titolo in Italia o che abbiano seguito un percorso di studio almeno triennale nel proprio Paese nel settore di specializzazione per il quale richiedono la Carta Blu, attestata dal Paese di provenienza e riconosciuta in Italia e ottenuto la relativa qualifica professionale che rientri nei livelli 1 e 2 della classificazione Istat delle professioni (dirigenti, ingegneri, architetti, informatici, chimici, ecc.).

Chi sono gli esclusi?

Non possono richiedere la Carta blu UE gli stranieri extracomunitari che:

  • Sono titolari di permessi di soggiorno per protezione temporanea o per motivi umanitari;
  • Sono beneficiari di protezione internazionale;
  • Sono ricercatori entrati in Italia ai sensi dell’art. 27 ter. del Testo Unico;
  • Sono familiari di cittadini UE che abbiano già esercitato il diritto al soggiorno ai sensi del d.lgs. 30 del 2007;
  • Sono soggiornanti di lungo periodo art. 9 bis;
  • Sono lavoratori stagionali;
  • Sono lavoratori già entrati fuori quota ai sensi dell’art. 27 del testo unico come dirigenti o personale altamente specializzato, lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, ammessi temporaneamente per adempiere funzioni o compiti specifici, ai lavoratori dipendenti di società estere distaccati in Italia per specifici contratti di appalto (art. 27, lett. a), g) e i) d.lgs. 286/98;

Se desideri richiedere la Polizza Assicurativa Sanitaria per stranieri, di seguito ti elenchiamo i documenti necessari, che dovrai portare con te quando verrai:

  • Carta identità o passaporto del contraente (l’invitante);
  • Permesso di Soggiorno solo se il contraente è straniero;
  • Codice Fiscale;
  • Ultima Dichiarazione dei Redditi;
  • Ultima Busta Paga e ultimo Modello CUD se lavoratore dipendente oppure Modello Unico se lavoratore autonomo;
  • Copia del Passaporto del beneficiario ospite (del cittadino straniero ospitato).

FORMAZIONE

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